
Sembra tutta una messa in scena… ma in realtà è tutto vero. Per la seconda volta a Birrophilia è stata esplicitamente chiesta una opinione. Farò quindi finta di niente e farò sembrare tutto ciò molto normale, da superstar quale sono
A parte gli scherzi, dopo Frau e la sua domanda su quali birre di stampo anglosassone potesse comprare qui in Italia, oggi tocca a Paolo. Spero non me ne voglia se copio-incollo direttamente la mail ( viva la privacy ):
Bhè, che dire…è imbarazzante per un barman ma: non riesco ad apprezzare la birra! Dovete aiutarmi, ne ho assaggiate di diverse ma niente! Mi dicono di cominciare con la Nastro azzurro e la bevo, però non la gusto affatto. E’ tipo una medicina per me! Datemi un consiglio, fate un post sui neofiti e sul combattere l’amaro in bocca…grazie
Premettendo che la mia ( lunga ) risposta si basa solo su quello che ho scoperto, imparato e bevuto fino ad oggi e quindi incopleta e poco autorevole, proverò a farti un quadro della situazione
Cerchiamo di partire dall’inizio. Forse sembrerà una banalità ma… non è obbligatorio farsi piacere la birra. Quindi non cercherò di convincerti che sei tu a sbagliare e che se bere una pinta di birra non ti soddisfa allora è un problema tuo. Ovviamente i gusti sono gusti e nessuno può criticarli. Data la natura del blog, però è ovvio che credo valga la pena cercare di capire perchè non ti è mai piaciuta la birra fino ad ora, e magari trovare qualche nuovo prodotto che possa piacerti
Innanzi tutto, mi sembra di capire che il principale lato negativo nella birra, seecondo te, sta nel suo gusto amaro. A questo proposito ho già, indirettamente, scritto due righe. Quindi intanto ti consiglio di dare una occhiata anche a quel post.
Tornando in tema, direi che vale la pena tenere presente che ogni birra ( non esiste “la” bira ma “LE” birre.. ) è in grado di far sentire diversi sapori, dovuti ai vari ingredienti e alla lavorazione a cui vengono sottoposti. Chiaramente è difficile individuare i vari sapori non avendolo mai fatto prima, ma con un po’ di pratica e qualche riferimento puoi cominciare a tirare le fila di cosa ti piace o meno in ogni bicchiere. Anche in questo caso, potrebbe rivelarsi un discorso molto vasto e difficile da trattare ma intanto potresti leggere questo post, per avere una idea
Sempre procedendo a intuito, probabilmente fino ad ora hai assaggiato appunto solo Nastro Azzurro e prodotti simili ( Heineken, Becks.. ), che costituiscono, in effetti, la stragrande maggioranza dei volumi di vendita di birra in tutto il mondo. Per essere precisi, le “birrette chiare e amarognole” ruotano quasi tutte attorno ad uno stile che si chiama Pilsen ( o Pils, o Pilsner ) e sue imitazioni, che guarda caso fanno del basso grado alcolico, colore dorato e un discreto “amaro” i loro tratti caratteristici ( sintetizzando ).
A differenza dei vini che spesso devono le loro caratteristiche principali e “denominazione” alla qualità dell’uva e le condizioni del terreno e dell’ambiente circostante ( il “terroir”, e se ho detto una eresia correggetemi grazie ), le birre si dividono in “stili” che corrispondono a famiglie di prodotti che hanno in comune uno o più ingredienti o caratteristiche produttive e gustative. Sorpresa sorpresa, mi sembra che le denominazioni ufficiali degli stili birrari siano diverse decine, inscrivibili comunque in una ventina di macro-famiglie ( guarda questa pagina di Mondobirra come riferimento ). E appunto, manco a dirlo, quello delle Pils è solo uno di questi
Non credo che sia possibile costruire un percorso preciso e sempre valido, per scoprire il mondo delle birre. Penso invece che sia utile provare qualche bottiglia diversa dal solito e capire quali possono essere i gusti a tua disposizione nel bicchiere. Magari prendendo spunto da una lista ( generica ) ti fai una idea dei vari stili, spaziando in lungo e in largo agli estremi del panorama brassicolo, così da capire cosa ti piace e cosa no.
Ho volutamente omesso il fatto che con la nascita ed esplosiva crescita del movimento della birra artigianale anche in Italia, le possibilità gustative e la scelta a tua disposizione aumenta a dismisura ( i birrai artigianali spesso producono con e per passione, non strettamente legati a vincoli commerciali
). Ovviamente in questo caso a grande soddisfazione può corrispondere un esborso ben diverso da quello per una Moretti, ma non è necessario per cominciare ad esplorare
Ecco, prova a reperire e assaggiare queste birre ( metto nomi di prodotti diffusi anche nei supermercati ):
- Hoegaarden ( classico esponente delle Witbier, birre di frumento bleghe. Tradizionalmente aromatizzate con buccia d’arancia e coriandolo, sono birre leggere leggermente pepate e appunto, agrumate )
-Franziskaner Weissbier ( altro classico, questa volta delle birre di frumento tedesche. Poco alcoliche ma corpose e “spumeggianti”. Si considerando profumi tipici quello di banana e chiodi di garofano )
- Eku28 ( questa “Doppelbock” ha anche un grado alcolico piuttosto alto, ma ti assicuro che è molto, molto maltata, il chè contribuisce al carattere “dolce” della birra. )
- Paulaner Premium Lager o Augustiner Edelweiß ( due “Helles”, chiare a basa fermentazione molto meno luppolate delle pils )
-Belhaven Scottish Ale ( fa parte delle “Scottish Ales”, stile conosciuto come molto maltato, birre scure e corpose )
- Affligem Dubbel ( le Dubbel sono birre di abbazia ambrate scure, dense e spesso caratterizzate da profumi molto particolari dovuti ai lieviti )
-Jenlain Ambreè ( le Bière de Garde francesi sono spesso dolci, aromatiche e discretamente alcoliche )
-Pauwel Kwak ( le Belgian Strong Ales uniscono un grado alcolico alto, “dolcezza” e complessità aromatica spesso dovuto alle spezie )
Non è una regola infallibile, ma spesso all’alzarsi del grado alcolico aumenta anche il gusto dolce della birra, spesso accompagnato da speziature caratteristiche ( con particolare dimostrazione nelle varie birre natalizie, soprattuto di origine Belga ).
Senza snocciolare nomi famosi e magari suggerendoti bottiglie dal costo proibitivo, spero di averti dato un po’ di compiti a casa che ti aiutino a scoprire “il lato dolce della birra”
Va da sè che non abbiamo parlato di tutte le altre, che meritano comunque una attenzione e un rispetto notevoli. Magari quando avrai familiarizzato con i luppoli potrai spostarti verso la parte opposta
Bene, anche stavolta ho fatto la figura del “saputo”, ma non c’è nessuno che mi da una mano a suggerire qualcosa a Paolo ? Andrea, Lorenzo, Francesco ( a quando un link ?
), Davide… consigli ?
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