Il momento del tè
Il calore diventa fumante aroma dalla teiera. Bianca, rotondeggiante e panciuta o minimalista all'orientale con i ghirigori che a noi occidentali piacciono tanto. Ci si può viziare cercando la teiera che fa per noi.
Più facile è costuirsi una sequela di tazze da tè da far sorridere. La tazza piccola, grande, quella più vicina alla chicchera delle favole, e dove mettiamo quella natalizia? Per me l'ideale è una tazza da coccolare con le mani, alta abbastanza da poterla quasi abbracciare con le dita e capace, insieme, di dare calore senza scottare sulla pelle.
Il naso si avvicina poi per oscultare la qualità del blend di tè scelto. Oops dimenticavo il momento in cui si versa il tè. Con attenzione. Ssss silenzio. Il colore si spande nella tazza, forse qualche resto di foglia oltrepassa il passino. Ma non faccio la schizzinosa.
E ora, via alle chiacchiere. Pacate o meste, ma senza nostalgia. Le risate arriveranno più tardi.
Qualche dolce è d'obbligo sul tavolo. Meglio ancora se fatto in casa, perché si confà al clima intimo. Un dolce semplice e tradizionale ( come una Torta Paradiso non stuzzicando oltremodo i sensi, lascia al caldo tè il ruolo principale. Non è questa l'ora delle prime donne. I pensieri ed i sensi vanno lasciati a sè.
Sarà colpa del calore o dell'ancestrale semplicità di fare un tè, le preoccupazioni legate alle isterie del quotidiano stanno fuori dalla porta, dimenticate o gettate lì, ma comunque fuori. Il tarlo che preoccupa qualche ora è spogliato del suo peso di tensione e viene visto semplicemente nudo. La vita dei doveri è nuda davanti ad una tazza di tè. Siamo il bambino che sa dire la verità. Il bambino che sa ascoltare il tempo della vita e ne fa tesoro in questo momento.
Questo è il mio capriccio preferito: una tazza di tè.