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The Best of 2009 Blog Challenge - Restaurant moment

The The Best of 2009 continues. This time the topic is Restaurant moment . Share the best restaurant experience you had this year. Who was there? What made it amazing? What taste stands out in your mind?
Living in Rome, I had the opportunity to "test" the Roscioli restaurant closed to Campo dei Fiori. It was of list of desiderata for a long time. Thanks to Twitter, I went there with a Twitter-friend such as Living in Venice . We planned in all the details the evening with VinoRoma , but the end she coudn't come. We went anyway and fell in love with Roscioli cusine.
Living in Venice opted for ravioli (very delicious, amazingly sweet the broth) while I preferred Cacio & Pepe, a typical italian pasta. Cacio & Pepe was really special, made with three different types of cheese (Cacio and two Pecorino). I'd understood how much I have to learn as far as concern cooking, despite I play with food in my foodblog .
The we shared a dish made of lamb and spinach, while chatting about Twitter, Venice, Rome, wines, work, families. Unluckly, I forgot the name of the wine selected by Living in Venice , it was a red from Campania.
Finally, the best Tiramisu I've ever ever tried, soft, with black and white cocoa. It was really on the border of universal perfection.
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The Best of 2009 Blog Challenge - Trip


I love present and live in the future. Anyway past could be a great source of good experience.
With these attitude The Best of 2009 is born.
The 1st topic is: Trip . What was your best trip in 2009?
My 2009 best trip is (or was, difficult to say) the one-day trip to Niagara Region during my 3 months in Canada.
Being an Italian, living in Rome, 3 month in Canada was a great experience. Anyhow, having my boyfriend in Canada for a week and going around with a friend, Gauri, from Toronto met 8 year ago during another intership..how to say, is / was the best positive experience of my life. The scenario of the Niagara Region with falls, Niagara on the Lake, and wineries moments was (or is?) a trip in wonderland.
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Chi è il foodblogger?

"Qualcuna di voi è foodblogger?"
"Ma che cos'è un foodblog?"
Ieri mi sono ritrovata con un cuoco e alcune blogger romani e si son sentita rivolgere, direttamente ed indirettamente, queste domande. E si mi son accorta che non sapevo rispondere. Diamine, devo studiare di più.
Il cuoco mi ha fatto capire che ci son certi fondamentali di cucina per conoscere i quali, forse, sempre proprio un corso serio di cucina. La cucina di tutti i giorni ha i suoi pregi ed i suoi limiti, che si possono facilmente superare armati di buona volontà e di attenzione alle tecniche. Questo dover imparare ancora e di più mi ha messo in crisi davanti a queste domande.
I perchè sono tanti e non posso che esprimersi in forma di altrettante domande:
1) Un/una foodblogger cucina e scrive e basta?
2) Veri o falsi foodblogger come snidiarli, anche dentro di sè?
3) Un foodblogger deve saper fare tutto?
4) Foodblogger fai-da-te o pluri-decorato? Chi deve prevalere, se uno dei prevalere?
5) Quando un blogger non deve sentirsi anche foodblogger?
Ditemi voi. Io mi sento piccola. Forse posso definirmi una foodbloggerina, ma...Ma aiutatemi a capire se cucinare casalingo, come dichiaro apertamente nel blog , è la causa dei miei mali o una sorta di rispetto verso i veri cuochi.
Voi, foodblogger e non, cosa ne pensate?

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Robert Capa

Ecco il mio fotografo preferito.
Da quando andai a 9 anni a vedere una mostra di sue foto a Spilimbergo, l'unica mostra vista con mio padre, Robert Capa è il "Mio" fotografo.
Una vita spesa tra foto, guerre ...ed una mina finale.

Sul sito ci sono le foto

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Perché l'Italia non cambia?

Vi è mai capitato di parlare dell’Italia con degli stranieri?
Quando è capitato a me, mi son trovata di fronte a richieste alquanto imbarazzanti. Imbarazzanti perché come si fa a rispondere a quesiti come: 
"Perché l'Italia non cambia?"”
"Perché c'è così tanta corruzione?"”
"Perché al governo c'è quello (o questo)?"
 
L'imbarazzo è anche dato dal fatto che io mi sento una italiana singola che non si sente rappresentata da certi modi di essere italiani, come credo possa succedere a tutti.
 
Domande del genere si accettano più facilmente da parte degli emigrati italiano all’estero, dopotutto alcuni di loro non hanno un versione aggiornata e reale dell'Italia. Ma quando tali dubbi ti vengono esternati da parte di stranieri che vivono in Italia per scelta e tu li condividi come ti comporti?
 
Dopotutto mi sento parte del loro problema Italia. Perché io non sarò l'Italia, ma sono comunque un suo pezzo.
 
Spesso si concorda sul fatto che la qualità dell'informazione lascia a desiderare, anche quando l'informazione non promana direttamente dalla fazione al governo. Tutto, si nota e noto, viene ricondotto al tema dello scontro. Potendo leggere anche i giornali e riviste stranieri mi rendo conto immediatamente delle differenze. Parole verso fatti, razionalità verso rabbia soffocata, metodo verso chiacchiericcio.
 
Si concorda allora anche sul fatto che pochi leggono i giornali in Italia e che molti non hanno accesso alle fonti di informazioni stranieri. Il che fa paura soprattutto nell'epoca di Internet, ove il miscuglio ignoranza e volontà gioca un ruolo chiave. 
 
Sul fatto della corruzione o delle scelte politiche della maggioranza…ahi ahi ahi qui sorge per me il punto più doloroso. Perché dopo mesi all’estero, dopo incontri e rincontri con persone a me care posso dire che effettivamente ogni Paese ha il governo che si merita, almeno l'Italia.
La corruzione o viene tollerata o si fa ricadere sulle spalle di chi è lontano da casa propria, come il Sud per gli abitanti del Nord o il viceversa o semplicemente si ricade nel detto "Roma ladrona". Mi preoccupa soprattutto questa tendenza a dare la colpa agli altri, senza vedere o voler vedere cosa succede accanto.
Ma nel contempo anche quando le persone oggettivamente preparate avanzano, nel loro piccolo, in carriera subito si appropriato degli atteggiamenti di chi le ha precedute soprattutto in termini di abusi di posizione. 
 
"Perché l'Italia non cambia?"”

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Julia Child: incominciare a conoscerla

Julia Child making omelette

Julia Child: un mostro sacro nella tv e nel mondo culinario americano.
Tra poco anche in Italia molti se non tutti la scopriranno. Infatti, sta per arrivare anche da noi il film Julia&Julia con M.Streep.

Io l'ho incrociata un annetto fa tramite i Daring Bakers, un gruppo di amanti del cucinare che mensilemente si impegnano a realizzare una data ricetta. E quel mese si trattava delle baguette francesi.

Poi Julia è ricomparsa in maniera preponderante nelle librerie canadesi quando io stavo per abbandonare il Canada. Ho sfogliato i suoi libri più di una volta, ma mi trattenni dall'acquisto.

Giovedì sono capitata in libreria, ansiosa di trovare un buon libro da leggere. Ed ecco My life in France di Julia Child e sua nipote. Era l'unica copia. Un segno del destino, si potrebbe dire, per me.

Sono solo a pagina cinquanta, ma alcuni passaggi mi hanno colpito. Veri, moderni e, stupidevi, non avevano a che fare col cibo.

Per ora vi lascio ad uno dei suoi video tratti dalla trasmissione The French Chef. Io intanto continuo a leggere e a lettura ultimata vi riferirò.

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La birra: perchè?

Sono un’amante della birra da poco più di due anni e con grande sorpresa di molti.
Molti sono gli amici, le amiche, i genitori, la sorella.
Io mi difendo dicendo che la birra può avere molti sapori, può veramente offrire in alcuni casi un bouquet incredibile alla pari del vino. E questo punto genera incredulità da parte di sommelier e di amiche che la trovano solo amara.

 Come si può cambiare opinione? O quanto meno mettere alla prova il mio punto di vista?
A me il miracolo l’ha fatto definitivamente un viaggio in bicicletta nelle Fiandre in Belgio. Non siete obbligati a pedalare, ovviamente, ma se capitate l’
ha fatte una sosta in qualche pub.
In particolare a Ghent lungo il canale si trova un fantastico posto, che ha un posto speciale nei miei ricordi e nei miei desideri per un ritorno. La lista di birra è impressionante, oltre 300. Gli avventori sono molti e non tutti ubriaconi. Ma anche gli ubriaconi non sono quel genere che crea disordini. I visi seri all’arrivo si trasformano con la birra e gli amici in volti rilassati e sorridenti. Persino una cittadina modesta come Veurne, ben fuori dalle rotte turistiche, ha la sua particolarità nel pub in piazza. Infatti si tratta di una delle tre località in Belgio dove la Westmalle è servita alla spina.

 A parte le mete turistiche vi consiglio di concedervi qualche aperitivo o post cena casalingo con delle buone birre. Degustatela con calma, cominciate a cercare i profumi ed i gusti, per ora non azzardate grandi abbinamenti col cibo. Provate bevendo.
Vi consiglio per l’aperitivo della Orval, che trovate in molti supermercati. Per qualcosa di più corposo c’è la Westmalle dubbel o tripel e scoprite in cosa differiscono (colore e sapore).
Poi c’è anche la Leffe, birra sempre di abbazia.
Vi ho suggerito birre belghe, ben diverse dalle tedesche o dalle ceche che in qualche modo sono più simili all’idea di birra nostrana.
Ma anche della Super Tennents può essere un bel punto di partenza.
E per ora non menziono il fantastico mondo delle birre italiane artigianali.

 Quasi in perfetta sincronia sul tema si è espresso anche Birrophilia, come potete leggere sotto

   
Click here to download:
La_birra_perch_tagbirra_beer.zip (150 KB)

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Birrophilia e la scoperta della birra

Sembra tutta una messa in scena… ma in realtà è tutto vero. Per la seconda volta a Birrophilia è stata esplicitamente chiesta una opinione. Farò quindi finta di niente e farò sembrare tutto ciò molto normale, da superstar quale sono :D

A parte gli scherzi, dopo Frau e la sua domanda su quali birre di stampo anglosassone potesse comprare qui in Italia, oggi tocca a Paolo. Spero non me ne voglia se copio-incollo direttamente la mail ( viva la privacy ):

Bhè, che dire…è imbarazzante per un barman ma: non riesco ad apprezzare la birra! Dovete aiutarmi, ne ho assaggiate di diverse ma niente! Mi dicono di cominciare con la Nastro azzurro e la bevo, però non la gusto affatto. E’ tipo una medicina per me! Datemi un consiglio, fate un post sui neofiti e sul combattere l’amaro in bocca…grazie

Premettendo che la mia ( lunga ) risposta si basa solo su quello che ho scoperto, imparato e bevuto fino ad oggi e quindi incopleta e poco autorevole, proverò a farti un quadro della situazione :)

Cerchiamo di partire dall’inizio. Forse sembrerà una banalità ma… non è obbligatorio farsi piacere la birra. Quindi non cercherò di convincerti che sei tu a sbagliare e che se bere una pinta di birra non ti soddisfa allora è un problema tuo. Ovviamente i gusti sono gusti e nessuno può criticarli. Data la natura del blog, però è ovvio che credo valga la pena cercare di capire perchè non ti è mai piaciuta la birra fino ad ora, e magari trovare qualche nuovo prodotto che possa piacerti ;)

Innanzi tutto, mi sembra di capire che il principale lato negativo nella birra, seecondo te, sta nel suo gusto amaro. A questo proposito ho già, indirettamente, scritto due righe. Quindi intanto ti consiglio di dare una occhiata anche a quel post.

Tornando in tema, direi che vale la pena tenere presente che ogni birra ( non esiste “la” bira ma “LE” birre.. ) è in grado di far sentire diversi sapori, dovuti ai vari ingredienti e alla lavorazione a cui vengono sottoposti. Chiaramente è difficile individuare i vari sapori non avendolo mai fatto prima, ma con un po’ di pratica e qualche riferimento puoi cominciare a tirare le fila di cosa ti piace o meno in ogni bicchiere. Anche in questo caso, potrebbe rivelarsi un discorso molto vasto e difficile da trattare ma intanto potresti leggere questo post, per avere una idea :)

Sempre procedendo a intuito, probabilmente fino ad ora hai assaggiato appunto solo Nastro Azzurro e prodotti simili ( Heineken, Becks.. ), che costituiscono, in effetti, la stragrande maggioranza dei volumi di vendita di birra in tutto il mondo. Per essere precisi, le “birrette chiare e amarognole” ruotano quasi tutte attorno ad uno stile che si chiama Pilsen ( o Pils, o Pilsner ) e sue imitazioni, che guarda caso fanno del basso grado alcolico, colore dorato e un discreto “amaro” i loro tratti caratteristici ( sintetizzando ).

A differenza dei vini che spesso devono le loro caratteristiche principali e “denominazione” alla qualità dell’uva e le condizioni del terreno e dell’ambiente circostante ( il “terroir”, e se ho detto una eresia correggetemi grazie ), le birre si dividono in “stili” che corrispondono a famiglie di prodotti che hanno in comune uno o più ingredienti o caratteristiche produttive e gustative. Sorpresa sorpresa, mi sembra che le denominazioni ufficiali degli stili birrari siano diverse decine, inscrivibili comunque in una ventina di macro-famiglie ( guarda questa pagina di Mondobirra come riferimento ). E appunto, manco a dirlo, quello delle Pils è solo uno di questi ;)

Non credo che sia possibile costruire un percorso preciso e sempre valido, per scoprire il mondo delle birre. Penso invece che sia utile provare qualche bottiglia diversa dal solito e capire quali possono essere i gusti a tua disposizione nel bicchiere. Magari prendendo spunto da una lista ( generica ) ti fai una idea dei vari stili, spaziando in lungo e in largo agli estremi del panorama brassicolo, così da capire cosa ti piace e cosa no.

Ho volutamente omesso il fatto che con la nascita ed esplosiva crescita del movimento della birra artigianale anche in Italia, le possibilità gustative e la scelta a tua disposizione aumenta a dismisura ( i birrai artigianali spesso producono con e per passione, non strettamente legati a vincoli commerciali ;) ). Ovviamente in questo caso a grande soddisfazione può corrispondere un esborso ben diverso da quello per una Moretti, ma non è necessario per cominciare ad esplorare :)

Ecco, prova a reperire e assaggiare queste birre ( metto nomi di prodotti diffusi anche nei supermercati ):

- Hoegaarden ( classico esponente delle Witbier, birre di frumento bleghe. Tradizionalmente aromatizzate con buccia d’arancia e coriandolo, sono birre leggere leggermente pepate e appunto, agrumate )

-Franziskaner Weissbier ( altro classico, questa volta delle birre di frumento tedesche. Poco alcoliche ma corpose e “spumeggianti”. Si considerando profumi tipici quello di banana e chiodi di garofano )

- Eku28 ( questa “Doppelbock” ha anche un grado alcolico piuttosto alto, ma ti assicuro che è molto, molto maltata, il chè contribuisce al carattere “dolce” della birra. )

- Paulaner Premium Lager o Augustiner Edelweiß ( due “Helles”, chiare a basa fermentazione molto meno luppolate delle pils )

-Belhaven Scottish Ale ( fa parte delle “Scottish Ales”, stile conosciuto come molto maltato, birre scure e corpose )

- Affligem Dubbel ( le Dubbel sono birre di abbazia ambrate scure, dense e spesso caratterizzate da profumi molto particolari dovuti ai lieviti )

-Jenlain Ambreè ( le Bière de Garde francesi sono spesso dolci, aromatiche e discretamente alcoliche )

-Pauwel Kwak ( le Belgian Strong Ales uniscono un grado alcolico alto, “dolcezza” e complessità aromatica spesso dovuto alle spezie )

Non è una regola infallibile, ma spesso all’alzarsi del grado alcolico aumenta anche il gusto dolce della birra, spesso accompagnato da speziature caratteristiche ( con particolare dimostrazione nelle varie birre natalizie, soprattuto di origine Belga ).

Senza snocciolare nomi famosi e magari suggerendoti bottiglie dal costo proibitivo, spero di averti dato un po’ di compiti a casa che ti aiutino a scoprire “il lato dolce della birra” :D Va da sè che non abbiamo parlato di tutte le altre, che meritano comunque una attenzione e un rispetto notevoli. Magari quando avrai familiarizzato con i luppoli potrai spostarti verso la parte opposta ;)

Bene, anche stavolta ho fatto la figura del “saputo”, ma non c’è nessuno che mi da una mano a suggerire qualcosa a Paolo ? Andrea, Lorenzo, Francesco ( a quando un link ? :P ), Davide… consigli ? :)

Ecco l'opinione di un altro blogger sul tema del "perchè amare la birra" e "come scoprire la buona birra"

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Ariccia, porchetta, festa

Il nome Ariccia evoca porchetta negli abitanti della zona di Roma ed evoca il Bernini nella mente degli architetti, nonché a me evoca dei rilassantissimi fine settimana.
Da “immigrata” a Roma scoprire le zone intorno alla capitale ha un sapore particolare vuoi perché i trasporti non sono dei più facili ed invitanti, vuoi perché per capire i borghi del centro Italia bisogna uscire mentalmente, almeno in parte, dalla visione più nordica dalla quale provengo.
Fortuna ha voluto che mi accompagnassi ad un romano, con famiglia numerosa ed armonica, con chiamiamola la casa delle vacanze in quel di Ariccia. Qui si rifugiava la famiglia durante le estati della giovinezza dei figli. Per il mio “accompagnatore” è il luogo dei ricordi, della gaiezza, della spensieratezza fatta essenza.
Dopo oltre quattro anni anche per me questo posto, vissuto solo qualche weekend all’anno, è diventato questo. Riesco persino a vedere il bimbo, ora uomo, spuntare dal vialetto del giardino durante la gara di corso coi fratelli: ecco lì che spunta col suo sguardo puro, impertinente e sereno ed il sorriso stampato in faccio, senza coscienza del tempo.

 Ed ecco che questo fine settimana ho vissuto con questo umore la sagra della porchetta, piatto storico di Ariccia. C’è una sequenza impressionante di fraschette, ossia locali adibiti alla vendita ai magnoni della porchetta, un derivato dal maiale. Un fine settimana all’anno vi sono festeggiamenti dedicati a tale piatto con bancarelle in piazza e lungo il ponte che collega Ariccia ad Albano. Davanti la chiesa disegnata dal Bernini giovane giovane si anima la città con facce proveniente dai dintorni, da Roma e oltre. I gruppi musicali giovanile si esibiscono in piazza mentre voi vi gustate panini con porchetta e una birra…birra BOA ossia Birrificio Ostiense Artigianale. Ecco anche perché aspettavamo ansiosi la festa della porchetta. Come se non fosse possibile riperire la ‘Na Birretta altrove!

 Vi potrete concedere anche qualche passeggiata intorno alla chiesa, per capirne meglio la struttura complessiva del progetto e cogliere i colori della sera che si fa vecchia. Nonché lungo il Corso del paese, o città, ritroverete tanta “romanità”, bancarelle di dolciume e qualche timido prodotto locale. In fondo al Corso c’è un’altra opera giovanile del Bernini e una vista che arriva fino al mare, ma prima avrete di fronte a voi il terzo cratere della zona.

 Cratere? Sì, questa è una zona vulcanica con due laghi, Castel Gandolfo e Nemi, ed un terzo cratere, appunto, abitato. Per inciso, si tratta di crateri di un vulcano che per gli esperti è da considerarsi ancora attivo, dato che l’
ultima eruzione è avvenuto non più di 10.000 anni fa…
Insomma, porchetta per lo stomaco per non pensare a quanto siamo piccoli nel tempo. E la birra rasserena ulteriormente.

           
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Ariccia_porchetta_festa_tag_fe.zip (150 KB)

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Cronache di Birra » Un blog sulla birra : Consigliato !

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